Francesco Tinacci - Psicologo e Psicoterapeuta Empoli

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COMUNICAZIONE CONTRADDITTORIA DA PARTE DEI GENITORI

COMUNICAZIONE CONTRADDITTORIA DA PARTE DEI GENITORI
4 maggio 2018 francesco

Un fattore fondamentale che si esplica all’interno della famiglia, e che può essere all’origine di svariati tipi di problemi psicologici nei bambini o nei ragazzi (che ancora sono dipendenti dai genitori), è la mancanza di concordanza nello stile educativo e nelle conseguenti forme di comunicazione impiegate dal padre e la madre.

Un esempio paradigmatico e che spesso ritroviamo nelle famiglie in cui il figlio mostra problemi comportamentali, è quello in cui uno dei coniugi tiene una posizione permissiva mentre l’altro una posizione autoritaria.

Che effetto ha questo sul figlio?

In questi casi si trova a dover affrontare comunicazioni contrastanti che per lui hanno un’importanza vitale, ma che lo imprigionano in una condizione paradossale per cui qualsiasi cosa faccia è di fatto sbagliata: se segue le indicazioni della madre sbaglia per il padre, se segue quelle del padre sbaglia per la madre. Per fare un esempio concreto se il padre permette al figlio di alzarsi da tavola quando si mangia e la madre invece glielo vieta drasticamente, se il figlio evita di alzarsi sentirà di essere “in difetto” nei confronti del padre e viceversa se decide di alzarsi; qualsiasi decisione è sbagliata.

Questa condizione relazionale è stata studiata e definita dal gruppo di Palo Alto in California negli anni 60 come Doppio Legame e consiste in una situazione nella quale l’individuo non ha via di scampo, in quanto gli vengono inviati messaggi contraddittori, e gli viene in apparenza lasciata la possibilità di scegliere fra i due, quando di possibilità non ne ha perché nessuna delle due opzioni risulta essere quella che vorrebbe seguire. Per questo la persona può sentirsi in trappola e reagire di conseguenza.

Questa condizione si crea sulla base di due fattori necessari: il bambino o ragazzo non può mettere in discussione le figure genitoriali in quanto dipende da loro e ne ha bisogno per sopravvivere; i genitori non sono consapevoli di comunicare in modo discordante. Spesso, per quanto possa sembrare assurdo, le premesse di base rispetto agli stili educativi che li portano a comunicare in modo contraddittorio rimangono implicite, e nei fatti si può assistere a fenomeni di polarizzazione: più uno fa il permissivo più l’altro fa l’autoritario.

Di conseguenza è facile capire che quanto più aumenta la polarizzazione dei genitori tanto più il figlio si trova in una posizione paradossale ed aumenterà i comportamenti sintomatici. Le reazioni disfunzionali del figlio possono avere differenti forme, e investire l’area dei comportamenti, del pensiero e delle emozioni, ma è fondamentale capire che sono le uniche risposte “adeguate” in corrispondenza dell’ambiente relazionale che si è creato.

Da un punto di vista psicoterapeutico è fondamentale rendere consapevoli i genitori dei messaggi contrastanti che inviano al figlio e cercare di raggiungere concretamente una forma comunicativa coerente.

Il problema che maggiormente si incontra è che i genitori, attaccati alla loro visione di ciò che è giusto da un punto di vista educativo, continuano a farsi la lotta fra di loro usando il figlio: ognuno vuole che il figlio si adegui a ciò che ritiene giusto a scapito dell’altro genitore. Il risultato di perdurare con queste reciproche modalità è che perdono tutti e due, con gravi conseguenze psicologiche per i figli.

In sintesi considerando in modo pragmatico la comunicazione, i contenuti, ciò che si comunica, non è così rilevante quanto la coerenza dei messaggi che inviamo ai nostri figli: sbagliare ma essere coerenti-uniti è meglio che solo uno dei genitori dica la cosa giusta (dal suo punto di vista) e l’altro si opponga.

Articolo Pubblicato per 5-Avi

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