Francesco Tinacci - Psicologo e Psicoterapeuta Empoli

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OGNI GIORNO PARLIAMO DUE LINGUE CONTEMPORANEAMENTE

OGNI GIORNO PARLIAMO DUE LINGUE CONTEMPORANEAMENTE
16 ottobre 2017 francesco

Come viene esposto nel libro “La Pragmatica della Comunicazione” di Paul Watzlawick, Don D. Jackson e Janet Helmick Beavin, l’essere umano è l’unico animale che comunica contemporaneamente attraverso due canali, il digitale e l’analogico che vanno a corrispondere rispettivamente al linguaggio verbale e non verbale.

Gli autori mettono in luce come si possono creare problemi attraverso i processi di traduzione da un linguaggio ad un altro, facciamo alcuni esempi.

Esprimere i propri sentimenti e le proprie emozioni è molto difficile attraverso il linguaggio verbale, spesso infatti risultiamo poco credibili se questo non è accompagnato da un linguaggio non verbale appropriato:

“Ti amo”, è una frase bellissima ma può diventare terribile se detta con un tono di voce, una mimica e una postura non adeguata.

Il linguaggio non verbale è più adatto per esprimere le emozioni e definire la relazione fra gli interlocutori:

mi passi la penna” è un messaggio che assume valenze differenti se detto con tono lieve  e dimesso o in modo brusco e con un tono di voce alto.

Tale definizione di relazione avviene però in modo ambiguo, non chiaro, tanto che un sorriso può comunicare apertura-disponibilità, ma anche nervosismo e disapprovazione.

A causa dell’ambiguità del non verbale possono crearsi fraintendimenti che possono essere alla base di importanti conflitti, in questi casi è fondamentale metacomunicare: parlare della relazione attraverso il linguaggio verbale che rispetto all’analogico è molto più specifico.

Parlare della relazione vuol dire dichiarare come vediamo il nostro interlocutore, e come vediamo che lui ci vede, ognuno dovrebbe definire e rendere esplicita la propria posizione in rapporto all’altro. Tale difficoltà è alla base di molti problemi di coppia dove si litiga sui contenuti della comunicazione e non si affronta il problema di relazione: si litiga su quale programma tv vedere, su cosa mangiare, su che sport fare, su quali vestiti comprare, su quale ristorante andare ecc.., mentre il problema a livello di relazione è “chi è che ha il diritto di prendere queste decisioni e perché?”

Questo, come il lettore può intuire, ci riporta al problema di sopra, anche se definita in modo chiaro la relazione, la situazione può restare ancora poco credibile se non supportata da una comunicazione non verbale appropriata.

Come sintetizzano gli autori della Pragmatica:

Gli esseri umani comunicano sia con il modulo numerico che con quello analogico. Il linguaggio numerico ha una sintassi logica assai complessa e di estrema efficacia ma manca di una semantica adeguata nel settore della relazione, mentre il linguaggio analogico ha la semantica ma non ha nessuna sintassi adeguata per definire in un modo che non sia ambiguo la natura delle relazioni.

La complessità della comunicazione umana è alla base della commedia che viviamo ogni giorno nelle nostre relazioni; ed alle volte è alla base di vere e proprie tragedie, in questi casi può essere importante fare una psicoterapia per aiutare le persone nel difficile compito di una funzionale traduzione dal non verbale al verbale, e viceversa.

Articolo pubblicato per 5-Avi

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