Francesco Tinacci - Psicologo e Psicoterapeuta Empoli

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RESTRIZIONE ALIMENTARE- ABBUFFATE

RESTRIZIONE ALIMENTARE- ABBUFFATE
10 maggio 2017 francesco

Fra le varie forme di problemi legate all’alimentazione troviamo l’alternanza di restrizione alimentare e abbuffate.

Questa condizione viene chiamata dagli specialisti Binge Eating, e come spesso si rileva in ambito psicopatologico può avere diverse forme , può essere più o meno intensa, più o meno radicata ed associata ad altre problematiche: comportamenti compensativi come il vomito o l’eccesso di attività fisica.

Ma come si forma questo problema?

La persona muove da un intenso bisogno di dimagrire e controllare la propria alimentazione. Tale spinta in generale è così intensa da diventare un’ ossessione: il pensiero è sempre concentrato sul cibo e su come dimagrire.

La reazione logica e immediata è quella di restringere l’alimentazione seguendo diete ipocaloriche, che nei casi più estremi si avvicinano a veri e propri digiuni. Il bisogno di mantenersi in linea è così forte che conduce spesso alla costruzione di autoinganni che sostengono la persona nei suoi propositi: “non sto mangiando poco ma mangio ciò che mi piace e in modo sano”. In realtà le diete seguite forniscono un apporto nutritivo molto al di sotto di quello necessario.

L’effetto è un dimagrimento veloce, che a livello emotivo è molto gratificante ed alimenta ancora di più il rispetto della “dieta” intrapresa.

A questo punto si innesca un processo psicologico paradossale: l’eccesso di controllo porta alla perdita di controllo.

La restrizione aumenta la desiderabilità dei cibi “proibiti”, il pensiero si concentra sempre su di essi, il cibo diventa una vera e propria ossessione, finchè c’è la caduta: la persona si abbuffa in modo smodato di tutte le cose più caloriche, sperimentando la prima conturbante abbuffata.

Durante l’abbuffata avviene una vera perdita di controllo, i pazienti riferiscono di non essere in sé durante questa attività e di sperimentare un senso di torpore e obnubilamento della coscienza. L’abbuffata diventa un’esperienza unica che cattura la persona completamente e allo stesso tempo genera intensi sensi di colpa.

A questo punto per rimediare alla perdita di controllo la reazione è quella di restringere ancora di più, ma questo è ciò che condurrà la persona alla costruzione del problema: il digiuno o un’alimentazione restrittiva, crea l’inevitabile abbuffata alla quale segue il digiuno, che condurrà ad un altra abbuffata e così via, si perpetua un perverso gioco senza fine.

L’illusione nella quale il paziente si perde è quella di poter continuare con il regime alimentare iper-restrittivo e riuscire contemporaneamente a controllare le abbuffate, quando i due comportamenti sono perfettamente complementari, si generano a vicenda.

La leva del cambiamento consiste nel rompere il circolo vizioso intervenendo sul digiuno che rende l’abbuffata incontrollabile, per poi instaurare un regime alimentare che contempla il piacere.

Come diceva Sant’Agostino “nessuno può vivere senza piacere“: chi soffre di questo problema rinunciando al sano piacere del cibo costruisce un altro tipo di piacere, quello che si basa sull’alternare digiuni ed abbuffate.

Il passaggio è da un piacere sano ad un piacere insano.

Articolo pubblicato per 5-Avi.

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