Francesco Tinacci - Psicologo e Psicoterapeuta | Riceve ad Empoli e Firenze

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PARLARE DEI PROPRI PROBLEMI E’ SEMPRE POSITIVO?

PARLARE DEI PROPRI PROBLEMI E’ SEMPRE POSITIVO?
1 febbraio 2017 francesco

A differenza di quanto ci dice il senso comune il confidare i nostri problemi agli altri non sempre ha un effetto positivo.

Rispetto al parlare dei propri problemi non esiste una regola generale che ci dice se ciò sia terapeutico o al contrario dannoso.

Questo può essere verificato guardando l’evoluzione dei problemi umani, ovvero, molto pragmaticamente, se il socializzare il problema conduce ad un miglioramento tale pratica è positiva se la situazione invece rimane invariata o peggiora, può contribuire ad alimentare piuttosto che risolvere il problema.

Le tentate soluzioni per risolvere una difficoltà in alcuni casi possono diventare il problema.

Pensiamo a chi ha una paura o un dubbio e chiede rassicurazioni agli altri. Una volta ricevuta la rassicurazione la persona si tranquillizza, ma poco dopo il dubbio torna e si trova costretta a richiedere altre rassicurazioni agli altri. Si crea così un circolo vizioso che aumenta l’insicurezza della persona che soffre e porta all’esasperazione le persone che ha intorno.

Tali richieste di rassicurazione possono avere i contenuti più svariati, tipico è il caso della persona che ha il dubbio di avere una malattia fisica e nonostante gli esami medici abbiano avuto un esito negativo, continua a chiedere il parere di familiari o amici.

Un’altra situazione in cui il parlare può alimentare il problema l’abbiamo nei casi in cui l’individuo si lamenta con gli altri della propria sofferenza. L’effetto catartico dell’espressione delle proprie emozioni infatti spesso è sopravvalutato e non sempre ha un effetto positivo.

In alcuni casi infatti si crea un circolo vizioso, simile a quello descritto sopra, dove la persona ha un incessante bisogno di comprensione e lamenta di continuo i suoi mali, l’apertura e la disponibilità degli altri ha un effetto benefico nel breve termine e poi il ciclo si ripete: ad ascolto e buoni consigli seguono nuove lamentazioni.

Spesso i familiari si rendono conto che con le migliori intenzioni ottengono gli effetti peggiori, ovvero che le rassicurazioni ed il conforto non servono, ma che hanno creato una dinamica relazionale che alimenta il problema e che spesso li conduce ad alti livelli di stress.

In un certo senso sono le vittime dell’aguzzino depresso o fobico.

parlare

Per risolvere il problema è necessario intervenire anche sulla comunicazione, in quanto, quando si strutturano queste dinamiche, assume un ruolo fondamentale sul mantenimento delle difficoltà portate.

La comunicazione del problema è un elemento che viene ritenuto fondamentale all’interno della terapia breve strategica, in quanto si considera l’individuo come in costante interazione con il proprio ambiente relazionale.

Per sbloccare tali circoli viziosi sono state definite specifiche tecniche.

Articolo pubblicato per 5-Avi.

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