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EMOZIONI DI BASE E LORO GESTIONE STRATEGICA

EMOZIONI DI BASE E LORO GESTIONE STRATEGICA
12 dicembre 2016 francesco

Le emozioni  sono elementi imprescindibili del nostro funzionamento psicologico.

Tutti ce le abbiamo e in un certo senso nessuno può dirsi umano se non prova emozioni.

Sono un potente motore per raggiungere obbiettivi anche importanti, per migliorarsi e rendono la vita meno piatta e meno incolore.

Le emozioni principali sono 4: paura, tristezza, rabbia e piacere.

Nessuna delle quattro è di per sé negativa.

La paura ci permette di non esporci a situazioni realmente pericolose e un certo livello di incertezza ci permette di mettere in atto prestazioni ancora migliori o di prepararci in modo più efficace rispetto alle sfide che la vita ci propone.

La tristezza è una sensazione imprescindibile dell’esistenza umana: ci imbattiamo inevitabilmente in eventi negativi e questa reazione è del tutto naturale e funzionale ad un superamento delle difficoltà.

La rabbia se ben espressa ci permette di metabolizzare le frustrazioni e di imporci quando è necessario nelle relazioni.

Il piacere se ben controllato dalla persona costituisce ciò che dà alla vita quel tocco in più al quale nessuno sa rinunciare, già Sant’ Agostini sosteneva che non si può vivere senza piacere.

Queste sensazioni di base si possono tramutare in problemi quando la persona non riesce a gestirle trasformandole da elementi positivi in negativi.

La trappola più frequente è quella di voler controllare volontariamente le emozioni attraverso uno sforzo volontario cadendo nella trappola psicologica del controllo che fa perdere il controllo.

Sforzarsi volontariamente di non avere paura e reprimere le proprie sensazioni di ansia produce un circolo vizioso che porta all’aumentare delle stesse fino al blocco del panico. La strategia per bloccare questo circolo vizioso consiste nel bloccare i tentativi di reprimere la paura.

Non voler guardare in faccia la realtà perché ci fa soffrire troppo da sollievo nell’immediato ma a lunga andare conduce la persona a prolungare la propria sofferenza nel tempo e a farla aumentare di intensità.

Sforzarsi di non esplodere per la collera conduce ad un inevitabile punto di rottura per cui oltre a danneggiare gli altri danneggiamo anche noi stessi poiché perdiamo il controllo. In questo caso la strategia consiste nel canalizzare la rabbia in modo da prenderne distacco e non esserne travolti.

Il piacere se viene ricercato all’eccesso diventa una forma di schiavitù e in un certo senso diventa una tortura perdendo ogni connotazione positiva. Più la persona cerca di frenarsi più ciò che dà piacere diventa irresistibile. La soluzione consiste nel concedersi il piacere in modo controllato annullando l’effetto trasgressione.

In ultima analisi si nota che nessuna emozione è di per sé negativa la differenza la fa come cerchiamo di gestirle.

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