Francesco Tinacci - Psicologo e Psicoterapeuta | Riceve ad Empoli e Firenze

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AVERE IL CORAGGIO DI SOFFRIRE PER SMETTERE DI SOFFRIRE

AVERE IL CORAGGIO DI SOFFRIRE PER SMETTERE DI SOFFRIRE
9 novembre 2016 francesco

Nel corso della nostra vita prima o poi ci imbattiamo in eventi dolorosi, può sembrare una visione pessimistica, ma in realtà il corso degli eventi e il passare del tempo ci conduce prima o poi ad affrontare la sofferenza. Basta pensare alla morte di un genitore o alla fine di una relazione, o come spesso accade in questo periodo, a dei mutamenti in negativo in ambito lavorativo, che vanno a minare il nostro senso di sicurezza e stabilità. La sofferenza psicologica si sprigiona quando non accettiamo tali eventi e il dolore che questi inducono, proprio perché l’individuo si scontra con la propria impotenza nel cambiare ciò che è immodificabile.

La reazione più spontanea in questi casi è quella di rifuggire il dolore, minimizzando a livello razionale l’evento accaduto o intraprendere una vera battaglia per reprimere le emozioni negative, cercando di distrarsi, facendo nuove attività e quant’altro.

Tutti questi tentativi non solo sono inutili, ma vanno a bloccare il naturale processo di elaborazione dell’evento negativo che conduce alla sua accettazione e al superamento del problema.

Il primo passo è proprio quello di riconoscere di soffrire e di concedersi tale sofferenza, in modo da poterla superare: per accettare l’inaccettabile dobbiamo passare nel mezzo alle emozioni negative che questo produce.

L’intervento psicoterapeutico consiste proprio nell’agevolare un processo naturale di elaborazione e superamento del dolore che viene frenato proprio dai tentativi messi in atto per non soffrire dalla persona.

Il contatto e la relazione umana in questi casi è fondamentale, il terapeuta deve creare un luogo accogliente in seduta dove il dolore può essere liberato, e persuadere gradualmente la persona a crearsi spazi quotidiani in cui si possa concedere la sofferenza. Ciò che appare inaccettabile, se non viene rifuggito ma al contrario ricercato volontariamente dalla persona, che si confronta con tutte le emozioni negative, viene percepito in modo diverso: l’evento negativo sarà sempre lo stesso ma differenti le reazioni psicologiche ad esso collegate.

La sofferenza per la perdita di una persona gradualmente si può trasformare in nostalgia, la fine di una storia può orientare la persona a conoscere altre persone ecc..

Articolo pubblicato per 5-Avi.

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